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Arbitri "fenomenali"

Raccontare una partita che non c’è stata, che non si è giocata tutta o che forse si rigiocherà non è mestiere facile. La verità è che tuttora, neanche ai diretti interessati delle 2 squadre è noto il destino ed il proseguo del cammino nella Coppa di Lega.

Accusati di aver abbandonato il campo da calcio sotto gli ordini despotici di un presidente in versione Galliani black-out di Marsiglia o minacciare con la sconfitta a tavolino i giocatori ormai al caldo sotto la doccia e con in mano lo shampoo (per non dire altro), non aggiunge merito e credibilità ad una coppia di giudici di gara male informati ed arroganti. Le regole, come la legge, non ammettono ignoranza. Ma andiamo per ordine.

Quarti di coppa di lega: Allegra Muraglia vs Asao. Entrambe le squadre, quasi la bellezza di 30 giocatori in tutto, sanno che la partita è secca: in caso di parità dopo gli 80 minuti si procederà ai rigori. Il calendario dei play off, insieme a quello della coppa di lega e della coppa marche è fitto e quasi nessuno è disposto ad un turno infrasettimanale. Gli amanti del MyCafè o del Bocc già male digeriscono il match domenicale. “I tUrtelin en enne mej?” direbbe Vito in altre occasioni. I viola di Orciano, falcidiati dagli infortuni, dai turni di lavoro (Spazulon come va a Venezia??) e dagli impegni familiari, riducono il numero degli effettivi a 14 con il presidente che studia il mestiere da allenatore in panchina. Mister Giulietti parcheggia il pullman della squadra davanti alla porta di Montanari e schiera la stessa difesa della vittoriosa partita dei play-off. A centrocampo tanta esperienza con Mondino e forza fisica con l’influenzato Pettinelli. Palazzini regista avanzato ad ispirare i cugini Cimarelli. L’assenza di un dinamico Cristian Marchionni è un handicap pesante e l’Asao non brilla, soffre l’inizio garibaldino degli avversari pesaresi ma Montanari fa buona guardia. Luca Cimarelli scalda il mancino, ma centra in pieno il portiere avversario. È solo il prologo al vantaggio viola: velo dell’altro Cimarelli per un lanciatissimo Roberto che di mancino, pardon, di destro, battezza le nuove scarpette con un gol da vero incursore.

Squadre al riposo. Mister Giulietti scuote la squadra negli spogliatoi come meglio non potrebbe. È come Sergio Leone nel raccontare l’America: il migliore in assoluto. Al ritorno in campo l’Asao sembra non considerare il vantaggio e prosegue attenta, facendo scorrere i minuti. Tuttavia arriva il pareggio nell’unica distrazione della difesa: cross dalla sinistra e con Filo, Petto e Goretti (l’unica sbavatura in un match mostruoso) schierati l’attaccante trova il tempo giusto e con una parabola meschina insacca in rete. La scossa di Ruscio sul calcio d’angolo seguente non porta al nuovo vantaggio e la partita si spegne sul punteggio di parità, evidenziando come le squadre si accontentino della lotteria dei rigori.

Proprio all’80esimo accade l’impensabile. Come nei film di Woody Allen, il filo a cui è appeso l’equilibrio si rompe e l’arbitro interviene a gamba tesa sul risultato: “ragazzi questa è solo l’andata”. Panico e paura. La telefonata in federazione non chiarisce le idee e le squadre si avviano agli spogliatoi, se non la carrambata finale. Errata corrige: “ragazzi se non uscite, la partita è persa a tavolino. Gli avversari vi stanno aspettando fuori per i rigori”. Proprio quando la questione si rende bollente con Montanari che agita in modo violento il Palmolive in faccia al fischietto Uisp, come un signore il presidente dell’Allegra Muraglia comunica di aver mandato la sua squadra sotto la doccia. “Vincere così non è giusto” dichiarerà lo stesso in seguito. L’arroganza (e l’ignoranza) messe da parte da un atto di sportività di entrambe le squadre.

Ancora non si conosce l’esito dell’incontro. Forse entrambe le squadre saranno squalificate? Forse ci sarà un ritorno? Forse un aperitivo comune in quel di Orciano ed un ritorno giocato a bigliardino? Prossimo week end ancora campionato: forza ASAO!


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