La formazione schierata da Mr. Giulietti per la semifinale

Remuntada ASAO, è FINALE!

Remuntada doveva essere, remuntada è stata. L’Asao conquista la sua prima, meritata finale del campionato ribaltando il passivo di 3-2 dell’andata e vincendo con ben 2 gol di scarto.

In molti non ci credevano, ma l’obbligo di provarci e di non lasciare niente di intentato permette ai viola di Orciano di sfoderare una prestazione maiuscola, una di quelle tipica di una squadra che non ha nulla da perdere. Spavalderia, intensità e lucidità, o detta alla Giulietti: testa, cuore e gambe. Il 4-2 finale regala brividi, certezze e consapevolezza dei propri mezzi, ma soprattutto la finale.Cima non perdona. La squadra ha girato alla perfezione, soprattutto nel primo tempo. Corsa e anticipi con i tempi giusti. Una difesa che riesce ad arginare i veloci esterni della formazione dello Sterpeti, un centrocampo che ringhia su ogni pallone e la regia impeccabile di Richi dietro l’attacco. Sono le punte però a fare la differenza.

Cimarelli nella partita più importante della stagione si carica la squadra sulle spalle e nel primo tempo piazza una tripletta che taglia le gambe e scoraggia gli avversari. Segna in tutti in modi, su punizione, di rapina di testa, di destro. È incontenibile e favorito da un gran lavoro dietro le quinte del bomber Brocca. Per lui tanta corsa e movimenti giusti a facilitare gli inserimenti di Luca e soprattutto la doppietta dell’andata che ha tenuto accesa la speranza dell’impresa. Un’Asao formato Deportivo La Coruna entra negli spogliatoi con un vantaggio di 3 reti.Fattore terzini. Come all’andata i brividi ed i gol degli avversari scaturiscono da palle perse a centrocampo. Una settimana fa era stata la volta di Filo, in quel di Fossombrone stop errato di Damiano, fino a quel momento impeccabile, punito con un contropiede finalizzato in rete e luce riaccesa per lo Sterpeti.

I minuti sembrano non passare mai ed i redivivi avversari, per l’occasione vestiti alla francesina con una divisa retrò stile Le coq Sportif, pervengono al 3-2 con un pallonetto a scavalcare l’incolpevole Montanari, spettatore non pagante fino a quel momento. Risultato che premia i padroni di casa visto il miglior piazzamento a fine girone dei play-off. Sconforto totale in panchina, aver assaporato l’impresa e vederla sfuggire a dieci minuti dalla fine potrebbe affossare qualsiasi squadra, ma il calcio è imprevedibile. Mischia in area e Cima cala il poker. La panchina esplode ed avversari psicologicamente in difetto.Serrate i ranghi! La difesa si ricompone, il mister gioca la carta Palazzini, stile Del Piero con Conte alla gestione del primo anno juventino, il numero 6 tiene palla, fa salire la squadra e infastidisce gli avverari con tocchi di palla sopraffini e irridenti. Pettinelli esce stringendo i denti e soprattutto la caviglia dolorante. Ruscio rileva uno sfinito Maestro assicurando un miglior risultato sui palloni aerei in mezzo al campo. I minuti faticano a scorrere, ma dopo i 4 minuti di recupero comincia la festa.

L’impresa è servita. Finale conquistata. Il doblete nel mirino.Andiamo a Berlino mister Giulietti, andiamo a Berlino!!!

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